L’ altra metà

19 settembre 2011

Nei Tarocchi di Marsiglia sono presenti in egual numero figure di donna e di uomo. Considerando che furono creati intorno all’ anno mille, c’è da presupporre che a quel tempo si dava pari importanza ai due sessi. L’ Imperatrice ha un pomo di adamo ben visibile, l’ Imperatore protegge un’ aquila femmina : infatti cova un uovo. Nella più manifesta “femminilità” è presente un elemento “maschile”. Nella figura “maschile”è presente un elemento “femminile”.

Per poter cambiare la nostra società prettamente maschilista e competitiva e ridare equilibrio, ciascuno può lavorare per contattare la parte interiore complementare.

L’ uomo può esprimere la propria parte dolce, la parte emozionale, quella che la nostra cultura definisce erroneamente “mostrare la propria debolezza”. La donna può recuperare e affermare la propria intelligenza sottile e smettere di assumere comportamenti “maschili” per poter stare nella società.

E’ importare fare pulizia del significato di “maschile” e “femminile” perché sono termini limitanti e validi solo per un territorio e per una cultura. Sostituiamoli con ricettivo e attivo oppure con yin e yang .

La donna può essere attiva in determinati momenti e l’ uomo ricettivo. Nei medesimi contesti i ruoli si possono invertire e l’ uomo diventa attivo e la donna ricettiva. Nel desiderio di formare una coppia ricerchiamo fuori l’ altra metà ma in realtà accade che incontriamo una persona sulla quale proiettiamo il nostro aspetto interiore complementare.

Lavorare per riscattare la propria natura fatta di aspetti yin e yang ci permette di sentirci integri e quando incontriamo l’ altro o l’ altra formiamo una coppia fatta di due unità integre e non di due metà.

Stefano Anzolin

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